Si è svolto nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini il primo dei tre workshop dedicati alle Learning Cities, promossi dalla Città metropolitana di Roma Capitale e dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, in collaborazione con la Rete metropolitana dell’apprendimento permanente.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di candidatura al Global Network of Learning Cities promosso dall’UNESCO, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della conoscenza come leva strategica per lo sviluppo urbano.
All’incontro, coordinato da Valerio De Nardo, hanno partecipato, tra gli altri, il Capo di Gabinetto Francesco Nazzaro, il Direttore generale Paolo Caracciolo, la Consigliera delegata Tiziana Biolghini e l’Assessore alla Cultura di Roma Massimiliano Smeriglio.
Il ciclo di workshop è articolato attorno ai tre assi strategici del Piano metropolitano: Innovazione, Sostenibilità e Inclusione, con un focus iniziale sul ruolo dell’innovazione nei processi educativi e sociali.
“È necessario utilizzare le nuove tecnologie per rafforzare i percorsi formativi, soprattutto tra i giovani – ha dichiarato Biolghini –. L’innovazione, inclusa l’intelligenza artificiale, deve essere governata per diventare uno strumento di crescita culturale e non un elemento di esclusione”.
Nazzaro ha evidenziato come l’apprendimento permanente rappresenti un fattore chiave in un contesto segnato dalla trasformazione tecnologica, sottolineando il valore delle Learning Cities nel garantire accesso continuo alla conoscenza per tutti i cittadini.
Diventare una Learning City significa riconoscere la cultura come infrastruttura strategica, capace di sostenere inclusione, equità e sviluppo sociale lungo tutto l’arco della vita.
Caracciolo ha ribadito l’importanza di una struttura amministrativa solida e orientata alla progettazione, necessaria per affrontare in modo efficace le sfide legate all’innovazione e all’utilizzo delle risorse pubbliche.
Il percorso, come spiegato da De Nardo, non si limita alla candidatura internazionale, ma punta a rendere stabile il coinvolgimento degli attori sociali attraverso una rete metropolitana dell’apprendimento permanente, consolidando un modello partecipativo e integrato di sviluppo culturale.