Strategia Clima e Energia: una strategia per il futuro
Conoscere per prevenire
La Strategia parte da un’analisi strutturata dei principali rischi climatici che interessano il territorio metropolitano.
Le temperature aumentano e le ondate di calore sono sempre più frequenti. La siccità e la scarsità idrica incidono su ecosistemi e agricoltura. Gli eventi meteorologici intensi generano alluvioni e allagamenti urbani. Cresce il rischio di incendi e di fenomeni franosi, mentre l’erosione del suolo e l’innalzamento del livello del mare mettono sotto pressione le aree costiere.
Dall’analisi alle mappe di rischio
Per capire dove e come intervenire, la Città metropolitana di Roma Capitale ha sviluppato un’analisi dei principali rischi climatici del territorio, adottando la metodologia proposta dal Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici del 2023.
L’obiettivo è costruire una base conoscitiva solida, utile a orientare le politiche di adattamento, la pianificazione territoriale e il supporto ai Comuni. L’analisi consente infatti di individuare, per ciascun pericolo climatico, le aree, i sistemi e i recettori territoriali più esposti e vulnerabili.
Secondo questo modello, il rischio climatico nasce dall’interazione tra tre elementi:
- il pericolo climatico (eventi estremi e tendenze in atto),
- l’esposizione (persone, infrastrutture, risorse presenti sul territorio),
- la vulnerabilità (fattori fisici, sociali, economici e ambientali che possono amplificare gli impatti).
L’analisi svolta è di tipo semi-quantitativo e spaziale. Combina indicatori climatici, normalizzati tra 0 e 1, con dati territoriali, ambientali, socioeconomici e infrastrutturali. In questo modo è possibile stimare il rischio relativo su scala metropolitana e comunale, evidenziando le situazioni che richiedono maggiore attenzione e ulteriori approfondimenti a livello locale.
I rischi climatici considerati riguardano ondate di calore, siccità, incendi, alluvioni e allagamenti urbani, eventi franosi, erosione del suolo e innalzamento del livello del mare. Per ciascun rischio vengono analizzate la pericolosità climatica, l’esposizione degli elementi presenti sul territorio e la vulnerabilità dei sistemi umani, ambientali, economici, culturali e infrastrutturali.
Questo approccio ha permesso di stimare il rischio potenziale su scala metropolitana e comunale, individuando le aree e i sistemi più esposti negli scenari climatici futuri.
Il risultato è rappresentato da mappe di rischio, che offrono una lettura sintetica e comparabile tra i Comuni. Ogni territorio è stato classificato su tre livelli:
- prevalenza di rischio basso,
- prevalenza di rischio medio,
- prevalenza di rischio alto.
Questa classificazione non misura il rischio assoluto di un territorio e non consente di confrontare direttamente rischi diversi tra loro. È invece uno strumento di orientamento: aiuta a individuare le aree e i recettori più vulnerabili, a definire priorità di attenzione e a guidare le future misure di adattamento.
Le mappe e gli elaborati di analisi permettono quindi di passare dalla conoscenza all’azione: offrono ai Comuni e agli attori del territorio un quadro condiviso per programmare interventi più mirati, rafforzare la resilienza locale e affrontare in modo più consapevole gli effetti del cambiamento climatico.