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9.2.3 La situazione nel Lazio

Negli ultimi anni la gestione dei rifiuti nella Regione Lazio ha incontrato diverse problematiche. Dal 1999 al 2008 la regione ha affrontato un primo stato di emergenza, legato principalmente ai rifiuti solidi urbani ed assimilati e, di conseguenza, la gestione è stata demandata ad un Commissario Delegato per l’Emergenza che ha gestito meglio il recupero del materiale riciclabile e la raccolta. Nel 2011 la provincia di Roma è stata nuovamente oggetto di uno stato di emergenza relativo ad una procedura di infrazione per la non conformità della discarica di Malagrotta; stato di emergenza durato fino a giugno 2014.

Si riportano di seguito i principali atti regionali in tema gestione rifiuti estratti dal nuovo Piano di Gestione dei rifiuti del Lazio[1].

la L.R. 9 luglio 1998, n. 27

1998

“Disciplina regionale della gestione dei rifiuti” e successive modificazioni

il Piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio, approvato con deliberazione del Consiglio regionale 18 gennaio 2012, n. 14 e successive modificazioni

2012

Il Piano regionale era suddiviso in due parti: la prima sui rifiuti urbani e la seconda relativa ai rifiuti speciali. Una terza parte era stata dedicata alla bonifica dei siti inquinati. Il Piano conteneva le analisi di produzione dei rifiuti e relative indicazioni sulle modalità di organizzazione della raccolta. Il Piano prevedeva la costituzione di cinque ATO: Frosinone, Latina, Rieti, Roma e Viterbo; però ognuno era stato previsto un sistema impiantistico adeguato rispetto ai flussi di rifiuti stimati. Il Piano prevedeva anche la realizzazione di un Piano di prevenzione per la produzione di rifiuti in base al Programma Nazionale di prevenzione dei rifiuti del Ministero dell’Ambiente nel 2013.

la L.R. 14 luglio 2014, n. 7

 

2014

“Misure finalizzate al miglioramento della funzionalità della Regione: Disposizioni di razionalizzazione e di semplificazione dell'ordinamento regionale nonché interventi per lo sviluppo e la competitività dei territori e a sostegno delle famiglie”

la L.R. 10 agosto 2016, n. 12

2016

“Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della Regione”

Strategia regionale Rifiuti Zero illustrata nella deliberazione di Giunta n. 614/2018

2018

Una strategia di gestione dei rifiuti che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma risorse da riutilizzare come materie prime seconde, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica, e tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Il processo si basa sul modello di riutilizzo delle risorse presente in natura.

  • massimizzare la riduzione della quantità di rifiuti prodotti, il riuso dei beni, il recupero di materiali e di energia ed il riciclaggio, in modo da tendere a zero entro l’anno 2035;
  •  proteggere l’ambiente e la salute prevenendo e riducendo gli impatti negativi legati alla produzione e alla gestione dei rifiuti;
  •  favorire l’accesso all’informazione e la partecipazione dei cittadini in materia di ambiente e ciclo di trattamento dei rifiuti;
  •  realizzare un programma di promozione industriale, di innovazioni tecnologiche o di processo che puntino al riutilizzo, al riciclo, al recupero e alla riprogettazione dei prodotti, anche attraverso il loro disassemblaggio;
  •  incentivare il ricorso alle migliori tecnologie impiantistiche.

Linee guida per la redazione del PPGR approvate dalla Regione Lazio con deliberazione 49 del 31 gennaio 2019

2019

  •  la massimizzazione di tutte le raccolte differenziate e la valutazione degli obiettivi in termini di materiali effettivamente avviati a riciclo/recupero. Il Piano non dovrà pertanto fondare le strategie di raccolta differenziata con il solo fine di raggiungere un obiettivo percentuale, ma dovrà essere orientato ad individuare quelle più efficaci in termini di qualità delle raccolte, precondizione necessaria a garantire un effettivo ed efficace riciclo/recupero;
  •  la riduzione del conferimento in discarica, anche con l’obiettivo di minimizzare le emissioni di gas serra connesse all’immissione di frazioni biodegradabili in discarica;
  •  il ruolo dell’incenerimento dovrà essere residuale ed in progressiva dismissione.

Nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio 2020

2020

  •  una strategia di interventi per il contenimento della produzione dei rifiuti;
  •  l’allineamento agli standard di riutilizzo, recupero e riciclo. Pur rimanendo in vigore gli obiettivi quantitativi di raccolta, fissati al 65% per il 2012 (art. 205 del d.lgs. 152/2006), le politiche di raccolta differenziata vanno orientate a criteri di effettivo riciclo dei materiali raccolti in modo differenziato, puntando sulla maggiore quantità possibile di materia effettivamente recuperata che dipende, oltre che dalla quantità, dalla qualità della raccolta e quindi dalla percentuale di frazioni estranee presenti nel rifiuto indifferenziato;
  • la riduzione tendenziale all’utilizzo degli inceneritori e delle discariche “al fine di giungere al 2035 a discarica zero” (commenteremo più avanti questo enunciato alla luce delle codificazioni internazionali della Strategia Rifiuti Zero), con l’implementazione di impiantistica dedicata al trattamento e recupero.

Oltre le disposizioni del Nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti e delle altre normative descritte nella tabella sovrastante, si possono elencare alcune disposizioni che vanno in una direzione di maggiore circolarità. La Regione Lazio ha sviluppato il compostaggio domestico e di comunità in risposta al bando per la concessione di contributi finanziari per le "Misure a favore delle attività di compostaggio e autocompostaggio per la riduzione della frazione organica per i Comuni del Lazio e Roma Capitale" attraverso una graduatoria degli interventi ammessi a contributo per un totale di € 1.600.000.

Inoltre, la Regione Lazio si sta impegnando su una serie di attività legate alla prevenzione dei rifiuti in diversi ambiti[2].

  • riconversione piccole e medie imprese in ottica di economia circolare;
  • approvazione del programma nazionale di prevenzione dei rifiuti;
  • stipula di un protocollo d’intesa con Corepla e Arpa Lazio per riutilizzare la plastica raccolta in mare dalle operazioni di pesca;
  • investimento nel progetto “Plastic Free beach 2019” per il minor uso e il recupero della plastica dalle spiagge.

Secondo il report sui Comuni Ricicloni[3] stilato da Legambiente, la raccolta differenziata nel Lazio aumenta nel 2020 raggiungendo il 52,31% valore ancora sotto la media nazionale. La produzione di rifiuti aumenta fissandosi ancora sopra i 3 milioni di tonnellate nonostante la popolazione continui negli anni a diminuire. La città metropolitana registra il risultato inferiore in termini di performance complessiva nel 2020, trainata dalla situazione di Roma Capitale.

Tra i comuni che hanno riciclato di più nel 2020 (soglia maggiore del 65%), in totale 177, 121 sono quelli appartenenti alla provincia di Roma che registra una tra le migliori performance dell’anno. I migliori risultati tra i grandi centri (con più di 50.000 abitanti) sono stati riscontrati nella provincia di Roma.